Veneto, i lavoratori delle Province protestano contro l’incertezza dei tagli

Veneto, i lavoratori delle Province protestano contro l’incertezza dei tagli

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Questa mattina i lavoratori della Provincia di Treviso hanno incrociato le braccia, inscenando un presidio per protestare contro l’incertezza dell’azione legislativa che riguarda il taglio delle Province.
Assemblea a Venezia, dove i dipendenti pubblici hanno dato vita a presidi e occupazioni, così come in tutte le altre province della Regione.
A Rovigo le occupazioni sono partite ieri e andranno avanti fino a domenica. A Belluno, dove sono stati messi messi in mobilità ventuno dipendenti, la tensione è alta.

Di seguito riportiamo un breve comunicato stampa scritto dai lavoratori della Provincia di Treviso, che lunedì 22 dicembre torneranno in stato di agitazione.

Ecco il testo:

A seguito del recente precipitare delle intenzioni legislative del Governo Renzi, riguardanti le Province, oggi si è svolta un’ulteriore assemblea sindacale al fine di aggiornare sulle novità.

Del maxi-emendamento sulla riforma pare impossibile avere una versione certa, senz’altro non definitiva.

Dal canto suo, la Regione Veneto, coinvolta nella riforma, ha già fatto sapere, negli incontri avvenuti con i rappresentanti sindacali, che non è in grado di assorbire alcun esubero derivante dalla ristrutturazione delle province, fintanto che non vengano definite precisamente le risorse economiche con cui farvi fronte (attualmente inesistenti)

Lunedì 22, in occasione della riunione dei Presidenti di tutte le Province del Veneto presso la sede di Treviso, sarà effettuato un’assemblea / presidio di 4 ore, dei dipendenti di tutte le Province venete.

Allo studio attività di visibilità, rivolte ai cittadini, in quanto ci appare che non abbiano idea che vanno incontro a disservizi notevoli.

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