Comunicato stampa: Certificati Bianchi: M5S, arriva l’ennesima spallata del Governo alle rinnovabili

Comunicato stampa: Certificati Bianchi: M5S, arriva l’ennesima spallata del Governo alle rinnovabili

Roma, 29 settembre 2015 – “Con la riforma dei Certificati Bianchi (o Titoli di efficienza Energetica) arriva l’ennesima stangata alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica. Il documento partorito dal ministero dello Sviluppo Economico avrà tre immediati effetti negativi: primo, aumento dei costi energetici per chi è a basso reddito precludendogli di investire in efficienza; secondo, scoraggia la diminuzione dei consumi; e terzo, sostiene l’uso di energia da fonti fossili e inquinanti. Insomma, un capolavoro di inefficienza politica industriale che va anche contro gli obiettivi di risparmio energetico voluti dall’Europa”. È il commento del senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto.

Il M5S propone una revisione completa del documento. In questo modo, spiega Girotto, vengono tagliate le gambe soprattutto agli investimenti di piccola entità, che comunque sono interventi di riqualificazione mirata al risparmio energetico. E fatto anche più grave, stiamo assistendo ad una vera e propria discriminazione delle fonti rinnovabili, visto che i piani del ministero puntano ad allontanare le Fer (soprattutto il fotovoltaico) dai Certificati Bianchi.

Si rispettino dunque le indicazioni della Commissione europea – insiste Girotto – incentivando le rinnovabili alla stregua di tutti gli altri interventi di risparmio energetico. Il Movimento 5 Stelle – annuncia Girotto – chiederà in commissione Industria del Senato la completa revisione di quel documento per tutelare innanzitutto le fasce più deboli della popolazione.

“Il complicato e tortuoso sistema dei controlli è un dissuasore dello strumento. Gli sbagli saranno molti, e di conseguenza anche le sanzioni. Tutto questo preclude l’accesso agli incentivi o peggio causa la restituzione di quanto ottenuto con un contorto vincolo retroattivo. Ho l’impressione che il Governo voglia gravare su quei piccoli operatori che non possono permettersi dei consulenti, trasferendo invece risorse ai grandi monopolisti concessionari della rete di distribuzione di gas ed elettricità, che ben poco concorrono allo sviluppo del Paese”.