Comunicato stampa – La nuova bolletta elettrica è in rotta di collisione con le direttive europee

Comunicato stampa – La nuova bolletta elettrica è in rotta di collisione con le direttive europee

“Un Robin Hood al contrario, paga di più solo chi consuma di meno”

Punite l’efficienza energetica e l’autoproduzione di rinnovabili. Il M5S invia una segnalazione a Bruxelles

Roma – Bruxelles, 17 dicembre 2015 – Oltre a far pagare di più solo coloro che consumano di meno, la riforma della bolletta elettrica é in rotta di collisione con numerose direttive europee. Gli eurodeputati Dario Tamburrano e David Borrelli ed i senatori Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, del M5S, hanno presentato ieri una segnalazione alla Commissione Europea.

Con le regole introdotte dall’Autorità per l’Energia all’inizio di dicembre, la quasi totalità degli oneri relativi al funzionamento della rete elettrica non é più proporzionale alla quantità di energia consumata: è spostata nella quota fissa che, insieme alle tasse, costituisce circa la metà della bolletta.

Tre conseguenze: si producono rincari iniqui, dato che essi colpiscono esclusivamente le famiglie con bassi consumi; i risparmi di coloro che hanno investito nell’efficienza energetica risultano praticamente azzerati; chi utilizza energia autoprodotta da fonti rinnovabili paga oneri praticamente uguali a quelli di chi invece preleva tutta l’energia elettrica dalla rete.

“Tutte e tre queste conseguenze contraddicono esplicitamente le regole dettate dalle direttive europee su energie rinnovabili ed efficienza energetica”, dicono Tamburrano, Girotto, Borrelli e Castaldi. Aggiungono: “Ci aspettiamo che la Commissione Europea prenda i provvedimenti del caso”.
“Con questi provvedimenti, l’Autorità per l’Energia, sostenuta dal governo Renzi, mira a garantire i profitti dei grandi distributori di energia fra cui spicca l’Enel. Si comporta come un Robin Hood al contrario”, notano Tamburrano, Borrelli, Girotto e Castaldi.

Il M5S si batte da mesi contro la nuova architettura della bolletta. Un gruppo di senatori ha anche deciso di presentare una denuncia all’Antitrust.