I posti di lavoro del futuro non inquineranno

I posti di lavoro del futuro non inquineranno

Negli ultimi 50 anni abbiamo creato posti di lavoro a fortissimo impatto ambientale, ora per i prossimi 50 dobbiamo crearli puliti e a tutela della salute. Noi siamo pronti

 

La politica in generale – e anche il M5S – deve confrontarsi con decisioni che possono comportare direttamente o indirettamente degli ostacoli per determinate categorie di lavoratori.

Gli esempi sono innumerevoli, dai lavoratori dell’ILVA ai tassisti, dagli operatori dei call center a chi lavora nella filiera delle fonti fossili.

Ma una cosa dev’essere ben chiara a tutti: il Movimento 5 Stelle ha da sempre un programma di riforme che, se ci darete la possibilità di governare, porterà alla creazione di ben oltre un milione di posti di lavoro.

Queste riforme prevedono incentivi alla riqualificazione di milioni di edifici – pubblici e privati – poco efficienti dal punto di vista della bolletta energetica, e poco resistenti agli eventi sismici. Prevedono la graduale dismissione della filiera energetica fossile per il passaggio alle fonti rinnovabili; il passaggio dalla filiera inquinante della petrolchimica a quella pulita della “chimica verde”; la reale bonifica di migliaia di siti inquinati; il rafforzamento della filiera del riciclaggio di tutte le tipologie di rifiuti; la messa in sicurezza del patrimonio e la valorizzazione dell’immenso patrimonio agroforestale.

Sono tutte categorie merceologiche che, studi di settore alla mano, comportano ciascuna la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro, per un totale complessivo ben superiore al milione. E a differenza di molti posti di lavoro attuale, questi sono a impatto ambientale vicino allo zero. Anzi, si tratta finalmente di restituire dignità e salute a tutti i lavoratori.

Ci pare indispensabile pertanto chiarire questa posizione d’assieme, in modo che nessuna categoria di lavoratori possa avere l’errata impressione che il Movimento non abbia queste soluzioni per risolvere quelle che saranno comunque inevitabili modifiche all’attuale struttura lavorativa.