Veneto, pericolo inquinamento da Pfas nell’acqua

Veneto, pericolo inquinamento da Pfas nell’acqua

E’ un’emergenza ambientale di portata enorme, forse senza precedenti in Italia. Una vasta zona del Veneto, abitata da oltre 350 mila persone, è interessata da una contaminazione pericolosissima. Fiumi e acqua potabile sono inquinati da Pfas, sostanze chimiche molto dannose per la salute dell’uomo e per l’ambiente.

Greenpeace Italia, che il 9 marzo ha manifestato a Venezia, ha effettuato nuove analisi sull’acqua inquinata, trovando nuove sostanze pericolose.
Qui il link alle report: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Pfas-in-Veneto-inquinamento-sotto-controllo/

QUI IL TESTO INTEGRALE DEL MIO INTERVENTO IN AULA IL 9 MARZO 2017

Signora Presidente, questa mattina, a Venezia, Greenpeace ha manifestato contro una situazione ormai endemica e fuori controllo, che è quella dell’inquinamento dell’acqua, che tutti noi beviamo: come ci hanno spiegato alle elementari, infatti, secondo il ciclo dell’acqua, un inquinamento che dovesse partire dalla zona di Vicenza, brevemente ci raggiungerà tutti.
Greenpeace ha fatto delle analisi extra rispetto a quelle della Regione Veneto e ha trovato una nuova sostanza inquinante e ulteriori pozzi contaminati più a nord rispetto alle zone già controllate. Il pericolo si allarga ulteriormente. Se qualcuno qui spera che il problema si risolva da solo, mi dispiace disilluderlo. Ma queste sostanze inquinanti, che si chiamano Pfas (sostanze perfluoroalchiliche), sono altamente biopermanenti, cioè non si degradano o ci mettono moltissimo per degradarsi.

Questo l’ha stabilito non il sottoscritto, ma la Commissione d’inchiesta del Senato, che ha studiato il problema e ha confermato l’enorme pericolosità della situazione. Noi, di fronte a ciò, adottiamo la solita soluzione italica. Venticinque anni fa vendevo depuratori dell’acqua perché c’era l’emergenza atrazina e noi, venticinque anni, fa alzavamo di dieci volte i limiti di tolleranza. La Regione Veneto ha alzato i limiti di tolleranza e sono altissimi per i Pfas. Questa è acqua che berremo tutti tra pochi minuti in mensa e coloro che ci sono già, sappiano che potrebbe contenere queste sostanze.

Siamo dunque, per l’ennesima volta, cornuti e mazziati perché non interveniamo contro un inquinamento mentre potremmo farlo creando moltissimi posti di lavoro e salvaguardando il made in Italy. Sappiate, infatti, che queste sostanze vengono utilizzate soprattutto per l’abbigliamento, ma le aziende italiane sono un’eccellenza da questo punto di vista. Sono riuscite in gran parte a togliere queste sostanze chimiche sostituendole con sostanze non pericolose. Se agissimo politicamente, potremmo salvaguardare l’ambiente e la produzione italiana di abbigliamento, che negli ultimi dieci anni ha perso 100.000 posti di lavoro. Qui la politica si fa bella con paroloni inglesi come green act, green job e ci promette da due anni un’agevolazione per la conversione della petrolchimica alla chimica verde, ma non agiamo. Così facendo, altro a morire avvelenati, perdiamo centinaia di migliaia di posti di lavoro.