L’Italia punta sul gas ma fa male i conti

L’Italia punta sul gas ma fa male i conti

Tutti gli studi sull’energia dicono la stessa cosa: la domanda di gas è in calo sia in Italia sia in Europa e continuerà a scendere anche nei prossimi anni. Peccato però che il nostro Paese stia orientando la Strategia energetica nazionale proprio in quella direzione. Rischiando di lanciare l’Italia, come un treno in corsa, contro un muro.

Ci sono almeno tre fattori che ci dicono perché non conviene investire troppo sulle infrastrutture legate all’estrazione del gas. Eccoli in breve:

1. Lo sviluppo dell’efficienza energetica, l’aumento delle fonti rinnovabili in Europa e la crisi economica che ha fatto calare la produzione;
2. non c’è bisogno di aumentare le importazioni perché i consumi scendono più velocemente del calo delle estrazioni;
3. l’Europa è preparata ad ogni evenienza anche se la Russia di Gazprom dovesse decidere di chiudere i rubinetti del gas verso il nostro continente.

Tra l’altro le infrastrutture di gas hanno un ciclo di vita di 40 anni. Un tempo troppo lungo, considerando che dobbiamo puntare su una riconversione energetica green non solo nel nostro Paese, ma a livello globale. Per cui, se non vogliamo rallentare un processo di cambiamento già in atto di fatto, allora dobbiamo abbandonare il più velocemente possibile la strada verso le insfrastrutture gasiere, puntando invece nello sviluppo massiccio delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Perché sono le uniche tecnologie che possono garantire rispetto per la salute, per l’ambiente e che ci porteranno in breve alla creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Qui tutti i numeri che dimostrano quanto scritto sopra

2 comments on “L’Italia punta sul gas ma fa male i conti
  1. federico ha detto:

    Alcune considerazioni in ordine sparso, a memoria, per cui mi scuso per qualche imprecisione:

    Che il calo della domanda sia strutturale è indimostrato, anzi il fatto che nel 2015 e 2016 i consumi siano in ripresa pare dimostrare il contrario. Vero è che ancora non sono stati recuperati i livelli del 2005/6, ed anche vero che è irrealistico ipotizzare in futuro tassi crescita dei consumi gas simili al passato.

    Ma il punto non è tanto il consumo annuale + o – in riduzione, il vero punto – per il gas – riguarda i consumi di quando il gas serve, ossia i consumi nei mesi invernali. I consumi di punta sono, da diversi anni ai livelli massimi, nonostante la riduzione dei consumi annuali. Gennaio 2017 è stato il mese con i più altri consumi di gas di sempre in Italia, per dire.

    Perché questo? Perché il gas, o meglio la generazione elettrica a gas, serve a bilanciare la generazione intermittente e non programmabile delle rinnovabili. Quindi per avere sempre + rinnovabili servirà sempre + gas, finche non ci saranno forme di accumulo stagionale di energia.

    Per concludere: la necessità di soddisfare i consumi di punta insieme al calo repentino della produzione di gas UE pone un serio problema, oggi, di sicurezza energetica che sarebbe irresponsabile chiedere di risolvere con le misure di efficienza energetica i cui effettivi impatti e tempi di esecuzione non sono brevi ne determinabili a priori.

    Molto bene l’approccio basato sui fatti unito ad una visione chiara del futuro energetico contenuta nel post, ma è anche necessario governare la transizione energetica in modo pragmatico a partendo dalla situazione attuale, senza salti nel buio.
    L’Italia, per lungimiranza o per caso, vedete voi, si ritrova un enegy mix (gas+ idro +altre rinnovabili) di assoluta avanguardia nel panorama mondiale.
    Un’eccellenza che non va buttata alle ortiche, non investendo più nelle infrastrutture gas, ma anzi bisogna farne una leva per governare la transizione verso il nuovo paradigma energetico, perlomeno a livello UE.
    Francamente i 40/50 anni di vita utile di nuove infrastrutture gas mi pare un tempo appena necessario per avviare e consolidare il cambiamento storico (come l’umanità si procura energia!) di cui stiamo parlando….

  2. celeste ha detto:

    Condivido. Sia fatto tutto il ragionevole possibile per un buon utilizzo delle fonti rinnovabili. E’ la cosa più logica. Colgo l’occasione per sottolineare quanto stupido sia continuare a far circolare in città mezzi a benzina e a disel quando invece sarebbe più che naturale immaginare in circolazione auto elettriche fornite di pannelli solari con idoneo accumulatore. Il sole fornisce la sua energia gratis ma evidentemente agli affaristi non va bene.
    Celeste

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