Fanno pagare la crisi delle banche ai piccoli risparmiatori

Fanno pagare la crisi delle banche ai piccoli risparmiatori

L’ennesima crisi delle banche rischia di essere a carico dei piccoli risparmiatori. Mentre invece sono altri ad avere la responsabilità e a dover pagare il conto.
Perché i veri furbetti sono poche decine di imprenditori e grandi aziende, e in questo mio intervento li specifico, con nomi e cognomi dei primo sette. La buona notizia è che ci sono il triplo di garanzie rispetto ai debiti contratti, quindi si potrebbero recuperare. Ma invece di perseguire i grandi debitori ed individuare le responsabilità dei 100 grandi dirigenti bancari responsabili di oltre 100 miliardi di crediti deteriorati, si continua a far pagare le sofferenze delle banche ai piccoli risparmiatori, altro che speculatori!
Il Movimento 5 Stelle da sempre chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche. Bisogna andare avanti adesso!

Qui i numeri e dati: https://goo.gl/4HVzVy
IL MIO INTERVENTO INTEGRALE

Signor Presidente, alcuni dati sono già pubblici e dichiarati da diversi organi di stampa. Abbiamo 276 miliardi di euro di crediti deteriorati (dato di marzo 2016), che rappresentano circa il 17 per cento
dei prestiti; questo, a fronte del 5,7 per cento della Spagna, del 3,9 della Francia, dell’1,7 della Cina, dell’1,4 degli Stati Uniti e dell’uno per cento della Gran Bretagna. Le sofferenze nette a ottobre 2016 erano pari a 85 miliardi di euro; questo costituisce un rapporto con gli impieghi totali del 4,8 per cento (due anni fa era praticamente identico: 4,89).

Il primo dato essenziale è che l’80 per cento dei crediti in sofferenza è costituito da prestiti di importo unitario superiore al mezzo milione di euro: si tratta pertanto di finanziamenti erogati a grandi imprese, a famiglie e gruppi societari. Non è quindi assolutamente colpa dei piccoli risparmiatori, dei privati, di questi famosi pensionati noti speculatori; no, sono prestiti superiori
al mezzo milione di euro. Il 12,5 per cento delle sofferenze sono a carico di 579 soggetti. In Italia ci sono 579 soggetti che hanno 24 miliardi di crediti in sofferenza; vuol dire circa 42 milioni di euro ciascuno, ossia 80 miliardi di lire a testa (mi esprimo anche in lire per chi ci segue e ha un’età
più avanzata). Si tratta di 80 miliardi di lire di credito per 579 persone.

Tra l’altro, il 40 per cento dei crediti deteriorati è riconducibile al settore immobiliare e delle costruzioni: abbiamo quindi a che fare con i famosi furbetti del quartierino, soprattutto nel campo delle costruzioni e dei cementifici che hanno rovinato la nostra bellissima Italia. Veniamo ora a chi concede questi prestiti. Anche in questo caso, abbiamo dati precisi; non sono dati del Movimento 5 Stelle (mi rivolgo ai colleghi del PD, che magari ci accusano di aver già tirato le conclusioni), ma
della Fiba, il sindacato dei bancari. Il direttore di filiale ha autonomia fino a 125.000 euro e deve salire a livelli superiori se la richiesta di prestito è per importi superiori. In Italia, quindi, abbiamo 100 altissimi dirigenti bancari che hanno erogato più di 100 miliardi di crediti, che sono diventati deteriorati; 100 altissimi dirigenti bancari che sono responsabili di più di 100 miliardi di euro di sofferenze. Queste sono notizie già pubbliche e speriamo che la Commissione d’inchiesta vada a fondo per individuare le responsabilità e i nomi precisi di questi 100 dirigenti.

Giusto un dato per chi ci segue via web. Sappiate che una delle cause di questa situazione deriva dal fatto che, a seguito della privatizzazione delle banche, molti imprenditori si sono fatti prestare grandi cifre di denaro dalle banche stesse e, con queste, hanno acquistato azioni e sono diventati i grandi azionisti degli stessi istituti finanziari; pertanto, quando poi hanno chiesto prestiti, le banche li hanno trattati con grandissimo riguardo. Un dato che può servire moltissimo alla Commissione d’inchiesta: abbiamo oltre 200 miliardi di crediti problematici, ma da una stima effettuata da enti universitari (anche in questo caso non sono dati nostri ) i beni immobili e tutte le varie garanzie a supporto di questi crediti ammontano a un valore che è circa il triplo. Quindi, abbiamo le garanzie da azionare per questi crediti e quindi potremmo effettivamente recuperarli.

Sono già comparsi sugli organi di stampa i nomi dei primi sette grandi debitori bancari. Sono già stati pubblicati, quindi non rivelo alcun segreto: Maurizio Zamparini, Francesco Bellavista Caltagirone, Carlo De Benedetti, Massimo Mezzaroma, Giuseppe Statuto, Luigi Zunino e, dulcis in fundo, la confermata presidente dell’ENI, Emma Marcegaglia, che ha due miliardi di debiti scaduti presso le banche. Si vede che avere due miliardi di debiti scaduti è un titolo di merito altamente efficiente per assurgere a una
Presidenza così importante (Applausi dal Gruppo M5S).

Infine, sempre perché noi anticipiamo i risultati, qualche risultato giuridico c’è, perché – come sapete – è di qualche giorno fa la sentenza del tribunale di Verona che ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza è una truffatrice, perché ha truffato i clienti mentendogli sull’illiquidità
dell’azione della banca stessa e ha nascosto il fatto che l’investimento non era adatto al loro profilo di rischio. Qualche risultato ufficiale c’è e non siamo noi del Movimento 5 Stelle a dirlo, ma il tribunale stesso.

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