Energia, il costo dei certificati bianchi si impenna e aumentano le bollette. Ma Calenda non risponde

Energia, il costo dei certificati bianchi si impenna e aumentano le bollette. Ma Calenda non risponde

La bolletta degli italiani continua a gonfiarsi in modo ingiustificato anche a causa del costante aumento del costo dei certificati bianchi che raggiunge il nuovo picco di 352 euro. Il mese scorso avevamo interrogato il ministro Carlo Calenda chiedendogli di intervenire subito per contrastare questo fenomeno che ha subito una deriva inspiegabile. A distanza di un mese non solo non abbiamo ricevuto risposta, ma la situazione è peggiorata. Su questo punto il Movimento 5 Stelle marcherà stretto il governo fino all’ultimo giorno di questa disastrosa legislatura. Ho presentato, infatti, una nuova interrogazione parlamentare per denunciare l’ennesima impennata del costo dei certificati bianchi. Vediamo se questa volta Calenda risponderà.

Avevamo già detto che il meccanismo di incentivazione con le nuove regole non solo non funziona, ma è addirittura dannoso per il mercato dell’efficienza energetica e contrasta nettamente con le regole comunitarie che dicono di non incentivare gli investimenti che si sarebbero fatti comunque anche in assenza di aiuto. I dati più recenti del GSE confermano che nella migliore delle ipotesi si è creato un buco di un anno e mezzo per i nuovi progetti standard: strumento che corrisponde a più di un terzo dei progetti. Inoltre si calcola – sempre dati GSE – che l’esplosione dei costi raggiungerà la cifra record di 1,5 miliardi di euro per quest’anno, a fronte dei 700 milioni del 2016, per toccare il picco di 1,7 miliardi/anno nel prossimo biennio.

Calenda e Gentiloni hanno fatto una scelta di campo: schierarsi con i big dell’energia, lasciando indietro i più piccoli che vorrebbero cambiare sistema energetico dal basso e scaricando i costi di questa scelta sui soliti, ovvero su milioni di famiglie costrette a pagare bollette sempre più alte.

Per l’ennesima volta il ministro Calenda si sottrae alle risposte. Ma ancora una volta gli poniamo le nostre domande: quali sono le dinamiche che determinano l’aumento ingiustificato del costo dei certificati bianchi per consumatori e piccole imprese? Perché si continua di fatto a impedire loro l’accesso a questo mercato in una situazione in cui si verifica un eccesso di domanda rispetto all’offerta? E ancora: perché usare un meccanismo che di fatto punisce i piccoli progetti guardati con sospetto, puntando invece solo a quelli grandi che non hanno bisogno del sostegno dello Stato?