Tangenti Eni-Nigeria, ecco come Padoan salva Descalzi senza la clausola di onorabilità

Tangenti Eni-Nigeria, ecco come Padoan salva Descalzi senza la clausola di onorabilità

Il rinvio a giudizio di Claudio Descalzi per il caso tangente Eni-Nigeria è la prova provata che il colpo di mano del ministro Padoan, che ha cancellato la clausola di onorabilità dai criteri di nomina nelle società partecipate, crea un vulnus rischioso per le istituzioni italiane.

Il ministro Padoan, che ha cancellato quel principio, è il primo responsabile di quanto sta accadendo.
L’avevamo denunciato già ad aprile, l’avevamo ampiamente previsto e si è puntualmente verificato. Dopo la violazione di quella regola avevamo anche chiesto le dimissioni del ministro.

Con un’interrogazione parlamentare abbiamo chiesto una spiegazione, che, guarda caso, ancora non è arrivata e che attendiamo. Ora, invece, si è verificato quanto era facilmente immaginabile. Quella clausola “scomparsa”, infatti, rendeva tra le altre cose innominabile chiunque venga colpito da un rinvio a giudizio, oltre ad obbligarlo alla decadenza dalla carica.

Il ministro sapeva già della richiesta di rinvio a giudizio per Descalzi, quindi era anche consapevole del rischio che il numero uno di Eni sarebbe si sarebbe dovuto dimettere, come in qualsiasi paese normale. Ma così non è stato: ha cancellato il principio con un colpo di spugna e salvato Descalzi. Ho chiesto per l’ennesima volta al ministro Padoan di venire a riferire in Aula. Ma la legislatura è agli sgoccioli e temo che i cittadini continueranno a non avere una risposta da parte del governo.