IN AULA DEL SENATO, IL MIO INTERVENTO SULLA PROROGA DELL’AUTORITA’

Dichiarazione di voto in aula – A.S. 349 DL 30/2018 – Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente

(ODG)

Cari Colleghi,

il provvedimento in esame è un atto dovuto che reca misure urgenti al fine di assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) attraverso la proroga della durata in carica dei rispettivi componenti, nominati per sette anni con decreto del Presidente della Repubblica dell’11 febbraio 2011 e scaduti l’11 febbraio 2018.

Il decreto-legge è composto di due articoli. Nell’articolo 1 si dispone che i componenti dell’ARERA continuino “ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino alla nomina dei nuovi componenti la predetta Autorità non oltre il novantesimo giorno dal giuramento del primo Governo formato successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto e, comunque, non oltre il 30 settembre 2018”. Stabilisce inoltre che durante il periodo di prorogatio, l’ARERA trasmette alle Camere ogni 45 giorni, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, “una relazione concernente gli atti di ordinaria amministrazione e quelli indifferibili e urgenti adottati nel periodo di riferimento, con l’illustrazione dei presupposti e delle motivazioni”.

Il comma citato prevede altresì che nella prima relazione l’Autorità consideri anche gli atti adottati nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del decreto-legge e quella di entrata in vigore della relativa legge di conversione, nonché delle linee guida eventualmente adottate al fine di individuare gli atti emanati dalla predetta Autorità da considerare di ordinaria amministrazione ovvero indifferibili e urgenti.

L’articolo 2 dispone in ordine all’entrata in vigore del provvedimento.

E’ utile sottolineare l’importanza che riveste l’ARERA a cui spetta il compito di definire il quadro regolatorio nell’ambito del settore dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti definito dal Parlamento. Ad essa spetta garantire, in particolare, una sana concorrenza, efficienza e adeguati sistemi tariffari, con l’obiettivo di consolidare in tutto il Paese elevati standard di qualità dei servizi, al miglior prezzo possibile per i cittadini.

Un ruolo che non sempre è stato rispettato. Molte volte, come i colleghi presenti già nella scorsa legislatura ricorderanno, il M5S ha denunciato in questa aula, con ogni mezzo, il comportamento non corretto tenuto dall’Autorità che ha esercitato attraverso l’adozione di alcuni suoi provvedimenti la propria autonomia e indipendenza ostacolando o ponendosi addirittura contro gli indirizzi dettati dalle norme approvate nel Parlamento. Mi riferisco ad esempio alla riforma delle tariffe della bolletta per la fornitura di energia elettrica ed il superamento della progressività che ha comportato l’incremento di quasi 100 euro anno della bolletta per milioni di clienti domestici che consumano poca energia, che spesso rappresentano le famiglie più deboli. Una riforma che ha di fatto trasformato il regime tariffario da progressivo a regressivo, che ha scoraggiato gli investimenti dei clienti per la realizzazione di interventi per il risparmio energetico e l’autoconsumo di energia rinnovabile e favorito la creazione di rendite dei distributori di energia.

In questo caso, esercitando un potere che non gli compete, la scelta dell’Autorità ha determinato l’indirizzato di politica energetica nazionale che spetta invece al Parlamento.

Ora, rispetto a qualche mese fa, la composizione parlamentare è cambiata. Mi auguro pertanto che, diversamente dalla precedente legislatura, il Parlamento reagisca per esercitare le proprie prerogative, riconoscendo e rispettando naturalmente  l’indipendenza e l’autonomia che la legge riconosce all’Autorità, ma ribadisco esercitando le proprie ed esclusive prerogative parlamentari. Il Parlamento deve individuare il perimetro dentro il quale l’Autorità, nella sua piena autonomia ed indipendenza, può muoversi.

Colleghi, chiedo la Vostra attenzione su questo argomento che come gruppo del M5S riteniamo estremamente rilevante. Per troppo tempo il Parlamento si è lasciato “scippare” del suo ruolo.

Dobbiamo ridare autorevolezza al PArlamento, tramite una coerente azione Parlamentare, affinché lo stesso ritorni garante e tuteli il vasto mondo dei consumatori che quotidianamente combatte con le bollette in cambio di servizi per il soddisfacimento di servizi essenziali. Mi riferisco all’acqua che deve essere pubblica, all’energia e ai rifiuti.

Un ruolo, quello parlamentare, che tra i suoi compiti ha anche quello fondamentale di indicare l’indirizzo politico energetico ed ambientale della nazione, per il quale si demanda all’Autorità la responsabilità della creazione dell’insieme delle “sole” regole attuative.

Da tali regole dipende non solo il rispetto dell’indirizzo politico parlamentare e degli accordi internazionali sul clima e l’energia, ma le opportunità sociali, ambientali ed economiche che l’attuazione di queste politiche crea verso la collettività.

Opportunità che saranno realizzate solo se il Parlamento è l’Autorità saranno capaci, l’uno di ri-assumersi le proprie responsabilità, e l’altro di non esondare dalla proprie svolgendo le funzioni di cui dispone, al fine ultimo di costruire un quadro regolatorio efficiente, giusto, stabile, certo, capace di garantire tutti gli operatori del mercato, le imprese e le famiglie.

In questo contesto, crediamo che la trasformazione dei cicli produttivi verso modelli sostenibili di decarbonizzazione, di transizione energetica e di economia circolare potrà essere facilitata e sostenuta con la conseguente creazione di benefici economici diretti capaci di stimolare la domanda interna, la crescita e il progresso economico in settori produttivi nazionali che sono pronti a sfidare la concorrenza mondiale.

Ma ATTENZIONE, senza un’efficace e RAPIDA stesura delle regole, corriamo il serissimo rischio di perdere ulteriori opportunità: ricordiamoci il comparto italiano manifatturiero delle energie rinnovabili, che negli ultimi anni ha perso 120mila posti di lavoro soprattuto a causa di una pessima regolamentazione, bene, anzi male, ora rischiamo di far fare una fine simile al settore della mobilità, se non permettiamo alle auto elettriche di circolare e di entrare a pieno titolo nel mercato dei servizi elettrici, che nel prossimo futuro sarà centrale, in quanto il dispacciamento ed i servizi ancillari come lo stoccaggio energetico, sostituiranno la produzione come fattore generatore di reddito per gli operatori. Capisco che è un argomento tecnico che magari non tutti conoscono, ma noi siamo qua apposta per anticipare e regolamentare il futuro, non per subirlo, cosa che invece tuttora stiamo purtroppo facendo.

Ammetto con franchezza che la gravità della situazione politica in cui versano attualmente  le Istituzioni del Paese non favorisce certo questo percorso. Gli eventi sono in continua evoluzione e non hanno ancora purtroppo trovare una stabilità. Rischiamo di fallire il raggiungimento delle opportunità che si potrebbero cogliere. A rischio è l’interesse generale di milioni di consumatori che necessitano di essere tutelati da un’Autorità operativa e funzionale. E lo saranno pienamente solamente quando le Istituzioni concluderanno la procedura di nomina dei cinque membri del nuovo collegio entro il 30 settembre di questo anno.

Per tutelare l’interesse generale in questo momento occorre l’impegno e lo sforzo di tutti.

Il M5S è disponibile a tenere una discussione con le altre forze parlamentari per portare a conclusione il processo di nomina del nuovo collegio affinché la stessa avvenga nel rispetto della procedura indicata dalla legge con la scelta di profili di alta e riconosciuta competenza e professionalità nel settore, oltre che a garantire una discontinuità rispetto al comportamento tenuto nel precedente settennato.

Ai sensi dell’articolo 2 della legge 14 novembre 1995, n. 481, i componenti dell’Autorità sono nominati con Decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del consiglio dei ministri, su proposta del Ministero competente, in questo caso con l’estensione della competenza sui rifiuti la proposta dovrebbe essere presentata dal Ministero dello Sviluppo economico con l’intesa di quello dell’Ambiente.

Le designazioni effettuate dal Governo sono previamente sottoposte al parere vincolante delle commissioni parlamentari competenti: in nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza del parere parlamentare favorevole delle predette commissioni che si pronunciano a maggioranza dei 2/3 dei componenti.

L’impianto sopra descritto può essere legittimato solamente nel caso in cui siano state formate le commissioni permanenti competenti, esista un parlamento nel pieno delle sue funzioni e Governo che avrà la fiducia del Parlamento.

Per quanto esposto esprimo sul provvedimento il voto favorevole del gruppo del M5S.