BOLLETTE, UN DOVERE TENERLE A BADA, STOP FONTI FOSSILI

Roma, 4 ottobre 2018 – “La composizione della bolletta energetica incide sul potere di acquisto dei consumatori, sulla competitività delle attività produttive e sull’indirizzo delle politiche energetiche del paese. Tenere a bada i conti della “bolletta” pertanto è un dovere politico nazionale, di interesse parlamentare, affinché possa essere garantito il benessere sociale. Il modello centralizzato, alimentato da fonti fossili approvvigionate dall’estero con esternalità che sarebbe opportuno contabilizzare, ha generato distorsioni sul prezzo che vanno superate”.

Così Gianni Girotto (M5s), presidente della X commissione del Senato (Industria e commercio), al termine dell’audizione con l’Autorità per di Regolazione per Energia, Reti Ambiente (ARERA).

“Ad aggravare il quadro – prosegue – c’è l’enorme quantità di oneri che riguardano gli ambiti di intervento e che hanno la necessità di essere gestiti in modo più razionale. Con l’audizione di oggi abbiamo voluto tenere il primo di una serie di approfondimenti per capire le cause degli aumenti del prezzo della bolletta, per dare continuità ad un lavoro che abbiamo tenuto nel tempo e al fine ed intervenire nel breve periodo con proposte coerenti per la creazione di un modello energetico innovativo, capace di vincere le sfide di decarbonizzazione a cui siamo chiamati.

Con regole chiare vogliamo creare una maggiore concorrenza con la creazione di un mercato che va liberalizzato rimuovendo gli ostacoli che limitano la reale partecipazione delle fonti energetiche rinnovabili. Dobbiamo favorire gli interventi di riduzione dei consumi e la creazione forme di nuove configurazioni di produzioni e consumo decentrate come l’autoconsumo. Non solo: ci sono da rimuovere gli ostacoli per favorire l’applicazione nel mercato dell’energia delle nuove tecnologie tenendo presente che le risorse devono essere gestite in modo razionale senza penalizzare settori produttivi e consumatori. Un modello che fa leva su più opportunità, meno inquinamento, più salute e maggiore occupazione e che si integra con gli indirizzi delle politiche energetiche e climatiche per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030”.