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Meno inquino meno pago

Dobbiamo introdurre subito una carbon tax (ovvero una tassa sulle emissioni di carbonio) e sospendere immediatamente ogni finanziamento pubblico all’industria dei combustibili fossili. Ho proposto in questo senso un emendamento alla legge di Stabilità, appoggiato da tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. È una nostra battaglia da sempre. Le cose non possono andare avanti così.
(Nel video trovate il mio intervento di ieri alla conferenza stampa #Menoinquinomenopago, promossa dai Radicali e da Legambiente in Senato).

Oggi paghiamo i petrolieri per inquinare il pianeta. E li paghiamo profumatamente. Stiamo parlando di 5,3 trilioni di dollari ogni anno (5.300.000.000.000) di soldi pubblici. Si tratta delle nostre tasse che servono per far arricchire pochi e avvelenare tutto il resto della popolazione mondiale.

E tutto questo per permettere l’estrazione di petrolio, carbone e gas e la loro trasformazione in combustibili fossili (benzina, gasolio, gpl, riscaldamento, ecc). Se ci pensate paghiamo almeno due volte il carburante che usiamo per andare a lavoro o il gas per riscaldare le nostre case. E uso la parola “almeno” perché quelli citati sopra sono solo i costi diretti, quelli di cui ci accorgiamo.

In realtà paghiamo molto molto di più. Pensate solo ai costi sanitari per curare i cittadini che si ammalano a causa dell’inquinamento. Pensate a tutti i soldi che gli Stati spendono per curare l’ambiente dai disastri causati dai combustibili fossili.

Queste in economia si chiamano “esternalità” negative, ovvero sono i costi generati da chi estrae e produce combustibili fossili scaricati sulle spalle dei cittadini. Solo in Europa parliamo di oltre 300 miliardi di euro ogni anno (sono i soldi delle nostre tasse). E mentre noi apriamo il portafoglio col forte rischi di ammalarci per l’aria e la terra avvelenate, qualcun altro – pochissimi! – diventano molto molto ricchi.

Gli economisti (non lo dico io) hanno calcolato che l’industria del petrolio si regge in piedi grazie solo ai nostri soldi. Se i governi tagliassero i sussidi pubblici ai petrolieri, questi fallirebbero nel giro di pochissimo tempo.
Risultato, oggi i costi negativi per l’estrazione e la produzione dei combustibili fossili sono a carico dei contribuenti; mentre tutti i vantaggi vanno ai produttori!

Noi invece proponiamo una carbon tax i cui introiti vadano a sostenere e ad alimentare un fondo per lo sviluppo dell’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. È una sfida importante, fatta in nome di un cambiamento necessario e di un contributo importante che il nostro Paese deve dare in accordo a tutti gli altri governi del mondo. Ci auguriamo che il governo Renzi e la maggioranza ascoltino le nostre proposte si confrontino davvero con noi. È un’esigenza di tutta l’Italia, al di là dei colori politici.

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