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Banche scorrette, la politica sapeva e non è intervenuta

In queste settimane il lavoro della Commissione d’inchiesta sulle banche è stato incessante e frenetico. Abbiamo ascoltato decine di persone, alcuni più di una volta. Dai documenti ufficiali e dalle testimonianze di Bakitalia risultano due assunti così riassumibili:

1) ufficialmente Bankitalia aveva dato tutte le indicazioni nelle sue facoltà al fine di evitare il caos di fronte al quale ci troviamo. E sempre secondo Bankitalia sono state le banche cattive a non seguire tali indicazioni.

2) I comportamenti scorretti delle banche erano noti da tempo – almeno da 10 anni – a Bankitalia stessa.

La sintesi inevitabile, a questo punto, è una sola:
– dal momento che i vertici di Bankitalia sono scelti dal governo, a cui tutte le attività vengono comunicate regolarmente proprio per impedire chine pericolose, allora la politica non poteva non sapere!

A questo punto la domanda è d’obbligo:
– perché la politica ha aspettato?
– perché non è intervenuta?
– e soprattutto perché non ha dato gli strumenti necessari alla magistratura per fare con maggiore efficacia il proprio lavoro?

Tutti i procuratori della Repubblica sentiti finora, sono unanimemente concordi sul fatto che i vari governi non li hanno messi nelle condizioni strumentali di intervenire nel modo più adeguato per impedire quello che è poi successo. Ovvero irregolarità a tutti i livelli che hanno colpito indiscriminatamente migliaia e migliaia di piccoli risparmiatori, che si sono visti letteralmente truffare dalle banche.

LA POLITICA NON HA SCUSE!

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